IL VIRUS È LA MIA CHANCE. Pandemia e rivoluzione secondo la meglio avanguardia.

In una storica cittadina italiana, prossima alla catalessi come la maggior parte delle storiche cittadine, un editore coraggioso e un gruppo di giovani scrittori hanno intrapreso la riforma delle pratiche letterarie. Passati dall’originario “Sono, quindi scrivo” al più ambizioso “Sono, quindi pubblico”, perseguono la democratizzazione a oltranza della letteratura, per il momento a suon di manifesti. Sono in grado di scriverne anche venti o trenta al giorno.

Non poteva mancare, nell’attuale congiuntura, il manifesto di COVID-19 per la penna di Francesco N3gr1 (proprio così, N3gr1). E ci mettiamo pure la foto

NEGRI

così se qualche anziano lo incontra fra il lusco e il brusco fa in tempo a mettersi in salvo, perché Francesco N3gr1 è pericoloso. È il flagello della terza età questo FN31. Guardate solo come tiene la sigaretta. Se continua così lui vecchio non diventa. Morirà giovane. Più probabile di cancro al polmone che di tumore al ginocchio.

L’attacco è classico, l’autore è uomo di solide letture: “Uno spettro si aggira per la Terra: lo spettro del Coronavirus”.

L’omaggio a marxengels non gli impedisce di essere recettivo per altri stimoli, e dei più disparati. Si va da Wittgenstein (“il mondo è ciò che accade”), a certe folgorazioni vestite di orbace del tipo “due soli punti vanno considerati. 1. Azione 2. Reazioni”, alle suggestioni ellenistiche del “definitivo soffocamento del futuro tra le spire del realismo capitalista”.

laocoonte
Scuola di Rodi: Il definitivo soffocamento del futuro tra le spire del realismo capitalista

Munito di così variegati attrezzi, e nel più puro stile marinettiano – d’altra parte è un manifesto che parla al e per il popolo, mica un saggio per quattro intellettuali rincoglioniti -, dicevamo: nel più puro stile marinettiano e con scoperte nostalgie per le epoche in cui certi stati erano giovani, FN31 svolge impeccabilmente il suo argomento. Che si articola nei due punti in divisa da federale a cui accennavamo sopra:

Punto primo: azione. Che fa il Coronavirus? Il Coronavirus uccide gli zombie, cioè i vecchi. Ma questo è ottimo, perché chi sono i vecchi se non “i principali responsabili della Brexit, dell’elezione di Donald Trump e dell’ascesa dei nazionalismi”? Oltretutto questi vecchi sono ricchi che puzzano: “Negli anni ’90 la ricchezza mediana (sic) degli under 30 era di poco superiore a quella degli over 65. Oggi il patrimonio degli anziani è quasi dodici volte maggiore”. Bene fa il Corona a tirargli il collo. Conclusione: l’azione del virus è positiva.

Punto secondo: reazioni.  Come reagiscono i governi al Coronavirus? Erezione di confini, limitazione delle libertà, diffusione televisiva e informatica del panico, xenofobia.” In altre parole, i governi cercano di arginare il virus come cercano di arginare l’immigrazione – il che equivale a dare del virus ai migranti, o a riconoscere al virus lo status di migrante, magari richiedente asilo. Ma questo è assolutamente nell’ottica di FN31: il mondo è ciò che accade. Distinguere fra questo o quel fenomeno è pura accademia (“Non ha alcuna importanza cosa esso sia dal punto di vista scientifico”), vai con l’analogia che non sbagli.

(Si potrebbe fargli notare che la sua similitudine sta in piedi fin lì, perché Boris Johnson e, fin che ha potuto, Trump, tengono fuori gli stranieri ma non discriminano il virus, cioè nei paesi più ferocemente neoliberisti i governi lascerebbero tranquillamente via libera al contagio: perisca una fetta di popolo purché si salvi l’economia; mentre l’Europa continentale continua comunque a seguire il principio dell’importanza delle singole vite. Ma lasciamo stare).

La cosa bella, la cosa nuova, è che il virus non si lascia arginare. Il virus è un ribelle vincente, è il ribelle vincente: l’imponderabile da far prosperare. Finalmente “gli oppressi della terra hanno nelle proprie mani l’arma per rovesciare il potere”.

Per quanto sola igiene del mondo, come in tempi classici la guerra, il Corona qualche difetto ce l’ha; per esempio non ammazza abbastanza: la sua percentuale di vittime – invece – rimane ancora piuttosto bassa. Questa sventura non ci esime però dal propagarlo il più possibile”. Anche perché una letalità elevata non è requisito indispensabile: la letalità del virus non è necessaria al collasso dello Stato. Già di per sé il neoliberismo occidentale è talmente marcio, frollo, decomposto che basta un buffetto a disintegrarlo. Il virus è questo buffetto. Incredibilmente ci troviamo nella possibilità di appiopparlo.

“È quindi di fondamentale importanza non rispettare le regole di profilassi sanitaria, scendere per le strade, baciarsi, fare l’amore, rubare e riprendere possesso delle nostre città gentrificate proprio ora che la rete di controllo è più debole. Diffondiamo il COVID-19, inceppiamo i meccanismi del neoliberismo, uccidiamo i suoi artefici. Nessun sistema sanitario è abbastanza potente da affrontare un’umanità determinata a propagare il contagio. Siamo la maggioranza. Siamo il popolo. Siamo il 99%. In molti moriranno: uccisi dai paladini dell’ordine o dalla malattia stessa. È un sacrificio che non temiamo di affrontare.”

In molti moriranno…: nella chiusa epica, in cui FN13 si esprime esattamente come Boris Johnson, si palesa il suo modello ultimo e più potente: l’eroico soldato Siegfried Von Nibelunghen delle gloriose Sturmtruppen.

Io, per rimanere in tema di codici alfanumerici, preferisco C1-P8.

[Tutti i neretti nelle citazioni sono dell’autore.]