I VIZI CAPITALI 1. L’ACCIDIA

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Per necessario contrasto, in queste giornate di primavera in cui oltretutto è esploso un caldo fuori stagione, chi non prova un segreto fastidio per il trionfo del sole?

Se qualcuno c’è che non prova fastidio (e ci sarà, ci sarà…), gli comunico che è rimasto indietro di duecento anni.

Ma in onore degli altri, di quelli abbastanza al passo coi tempi, quelli che magari sono rimasti indietro ma solo di una tacca e non di venticinque, in onore di quelli che nel pieno sole hanno nostalgia dell’oscurità e delle fumigazioni, cominceremo la rassegna dei peccati capitali con l’accidia, che come tutti sanno si acutizza nei cambi di stagione.

O nobili accidiosi, che con più recente vulgata siete detti depressi, occhio a quello che rischiate:

Fitti nel limo dicon: “Tristi fummo
ne l’aere dolce che dal sol s’allegra,
portando dentro accidïoso fummo:

or ci attristiam ne la belletta negra”.

(Inferno, VII)

Sappiate che, poiché siete stati male di qua, di là starete peggio.