RAVASIANA – Il breviario del giorno dopo, 10

 

Domenica 9 ottobre: #Matematica

bolla-vuota

Nel breviario di oggi il Cardinale è prudente: non dice nulla. Dice talmente nulla che non si capisce nemmeno di cosa lo dica, questo nulla.

Così mi spiazza, l’astuto. Fa terra bruciata. Mi priva della materia. Mi toglie la linfa, il nutrimento. Tenta la via dell’inedia.

Perché cosa si può dire di fronte al nulla? Nulla.

Ci si può meravigliare di quelli che pubblicano il nulla e perfino pagano, pare, per pubblicarlo. Ci si può stupire che il nulla paghi, alla fine. Ma dire, del nulla, non si può dire nulla.

Si pensa, è vero, ai Vestiti nuovi dell’imperatore. Si è tentati di vagheggiare la stessa conclusione per il nostro dipanatore di nulla. Ma no: l’imperatore nudo è un bell’explicit, un cardinal Ravasi nudo non lo si augura a nessuno.

Addio dunque. La Ravasiana si strugge per mancanza di nutrimento. E sì che si accontentava di poco: due o tre citazioni appassite, cavate dal contesto, un torsolo di luogo comune, una scemenza ottimistica come la mela di Biancaneve.

Nemmeno più quello le danno. Il nulla, nient’altro che il nulla. La Ravasiana deperisce, languisce, muore.

Good night, ladies. Good night, sweet ladies. Good night, good night.