À SUIVRE…8 (IL SARTO DI ULM – RIVISITATO)

Der Schneider von Ulm hat's Fliega probiert
No hot'n der Deifel en d' Donau nei g'führt

(Il sarto di Ulm ha provato a volare 
Belzebù nel Danubio lo ha fatto cascare)
(rima popolare)
  1. I fatti (1811)

Nella città di Ulm in Baden-Württemberg, Albrecht Ludwig Berblinger (1770-1829), un sarto di umili origini con la passione della meccanica, ideò, costruì e perfezionò un “attrezzo per il volo planato”, cioè in termini moderni un deltaplano, che doveva permettere a un uomo di volare. L’intento, gli studi e il lavoro erano generalmente derisi; si beccò pure, dalla corporazione, un’ammenda per attività estranea al mestiere. Ma non si fermò. (… Continua su Poliscritture)

À SUIVRE…7 (MA L’AMBIGUITÀ È DAVVERO IMPRESCINDIBILE? – su “Contro l’impegno” di Walter Siti)

Walter Siti, Contro l’impegno

di Elena Grammann

Il titolo provocatorio dell’ultimo saggio di Siti (Rizzoli 2021) prende di mira una letteratura ormai egemone che per essere “impegnata” rinuncia a essere letteratura. Al messaggio educativo/edificante, esplicito e univoco, che essa mette in atto attraverso la nominazione e l’affermazione diretta e insondabile (insondabile non perché profonda, ma perché del tutto mancante di profondità: bidimensionale come la superficie in senso geometrico), Siti oppone quelle che considera le caratteristiche irrinunciabili di ogni vera letteratura: densità, stratificazione (cioè profondità), ambiguità. (… Continua su Poliscritture)

À SUIVRE…6 (DEI VALORI POSITIVI IN LETTERATURA)

di Elena Grammann

Se c’è qualcosa di Hegel e di quelli che lo hanno messo in piedi che mi è passato nella carne e nel sangue, è l’ascesi contro l’affermazione immediata del positivo.
                                                            (Th.W.Adorno)

Credo che possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che la letteratura ha qualcosa a che fare con la verità. Naturalmente non al modo del concetto, che desume dai fenomeni elementi simili o costanti e li raggruppa, li organizza, crea sistemi di comprensione formali, cioè adattabili a vasti insiemi di fenomeni individuali, e sovrapponibili a questi come griglie. Ma distinti: i concetti ci aiutano a capire i fenomeni ma non sono fenomeni. (… Continua su Poliscritture)

À SUIVRE… 5 (NIETZSCHE COME FONDAMENTO DELLA METAPOLITICA?)

Franco Fortini, Una lettera a Nietzsche

Per introdurre l”accurata,  problematica e non scolastica analisi  che Elena Grammann fa di un preveggente scritto, in cui Franco Fortini, verso la fine degli anni Settanta del Novecento, avvertì – tra i primi – i rischi della Nietzsche-Renaissance,  stralcio questo passo da uno dei saggi che Roberto Finelli – un filosofo che spesso ho segnalato  – ha dedicato su “Consecutio Temporum”  del  30 aprile 2019 (qui)  al tema dell’abbandono del pensiero di Marx  dopo la breve fioritura avvenuta a cavallo del biennio “rosso” del ’68-’69 : «Così in breve, a partire da quei fine anni ’70, filosofi, intellettuali, operatori culturali a vario titolo, diventarono quasi tutti heideggeriani e anziché di processo di valorizzazione, di composizione organica, di saggio del plusvalore, di tecnologia come sistema forza lavoro-macchinismo nella produzione di capitale, si cominciò a parlare di «Tecnica» come volontà di manipolazione e potenza di un Soggetto umano nella sua contrapposizione all’Oggetto: e come realizzazione nell’età moderna di una metafisica cominciata nell’età classica di Platone ed Aristotele, quale conseguenza di una rimozione originaria del senso dell’Essere e quale affermazione di un miope quanto ottuso antropocentrismo». [E. A.]

di Elena Grammann

 […] gli ormai numerosi necrofori delle lettere e della critica che vanno gridando «Viva la morìa!», come i monatti, subito dopo tornando a portarsi il fiasco alla bocca.
                            (F. Fortini, Avanguardie della restaurazione)

Qualche tempo fa mi è capitato di leggere, non ricordo dove e piuttosto come osservazione incidentale, che quando all’inizio degli anni settanta Nietzsche e Heidegger, ripuliti dai sospetti rispettivamente di anticipazione del e collusione col nazismo, furono sdoganati e misero radici in Italia, l’unico che fece opposizione fu Fortini. Stante la mia scarsa simpatia per i due filosofi la cosa mi interessava. (… Continua su Poliscritture)

À SUIVRE… 4 (Fortini e la scienza della divulgazione: Ventiquattro voci per un dizionario di lettere)

Franco Buffoni: Una settimana fa è uscito Silvia è un anagramma e da più parti mi si sollecita a rispondere alle critiche. Certo, potrei farlo, ma non credo che avrebbe senso quando chi critica dimostra palesemente di non possedere una bibliografia aggiornata sui temi inerenti all’orientamento sessuale e agli studi di genere.

Ennio Abate: Lo faccia, Buffoni, Segua, se è in grado, l’esempio di Fortini: “Bisogna scaldarsi – disse all’incirca – con quello che si ha. Io su molte cose preferisco essere un arretrato, un tonto, perché non posso, non ho tempo, non ho testa. È giusto che sia così, Non servono le ultime novità. Un buon manuale liceale spesso è sufficiente. In filosofia o punti sullo specialismo o punti sull’ignoranza. I due – il filosofo e il tonto – s’incontrano e vanno a passeggio conversando.”

(http://www.leparoleelecose.it/?p=38960)

  1. Scrivere a cottimo

Nei primi anni ’60, perdurando l’epoca d’oro delle enciclopedie e altri repertori venduti a fascicoli nelle edicole, era piuttosto frequente che intellettuali e specialisti di vaglia redigessero le voci relative al proprio campo o alla propria specialità. Anche quando editore e piano dell’opera garantivano un accettabile livello di serietà, è chiaro che questo genere di articoli non poteva avere né carattere di ricerca, né essere altrimenti fonte di prestigio o di particolare gratificazione per l’autore. Erano scritti divulgativi: un lavoro svolto onestamente, il cui senso per colui che redigeva, magari con un sentimento di sufficienza se non quasi di vergogna, era di costituire una fonte di reddito. (… Continua su Poliscritture)

À SUIVRE… 3 (Georg Büchner, La morte di Danton)

Su Poliscritture, qui, il mio articolo su:  Georg Büchner, La morte di Danton.  Rivoluzione – Interiorità – Natura. (Fortemente raccomandato)

À suivre… 2 (Sandro Briosi e la Coscienza di Zeno)

Sulla rivista on line Poliscritture di Ennio Abate è stata pubblicata oggi la mia recensione del Commento di Sandro Briosi a La coscienza di Zeno: “Coscienza (di Zeno) e malafede”.

Buona lettura!

À suivre… 1 (Franco Buffoni, Silvia è un anagramma)

Queste riflessioni di Franco Buffoni su scrittori e sessualità sono uscite il mese scorso per Marcos y Marcos. Le mie riflessioni sulle riflessioni di Buffoni le trovate da oggi sulla rivista on line POLISCRITTURE. Laboratorio di cultura critica a cura di Ennio Abate, qui.

Buona lettura!