7 pensieri riguardo “RESISTENTI”

  1. Io non sono contraria al vaccino, visto che ha messo in sicurezza (perlomeno in gran parte, poi ci sono sempre le eccezioni) gli anziani e le persone fragili (seppure il suddetto sia ancora in via sperimentale e gli effetti a lungo termine non li conosciamo, tantomeno li conoscono i virologi e i presunti e vari esperti, al punto che ci conviene tenere incrociate le dita non so per quanti mesi o anni ancora), però è anche vero che il consenso informato – così com’è in vigore oggi – non offre nessuna sicurezza alle persone in caso di effetti collaterali da vaccino, e quindi andrebbe a mio parere modificato, eliminando qualsiasi clausola che escluda responsabilità da danni da vaccino. Insomma, se adesso l’immunizzazione diventa per forza obbligatoria, in caso di danno fisico lo Stato dovrebbe prendersi delle responsabilità e rifondere eventuali danni. Ma su questo punto mi sembra ci sia ancora una totale confusione (voci contrastanti che si alternano, informazioni scarse o non attendibili e per nulla rassicuranti) e sarebbe quindi auspicabile che qualcuno ai vertici si prenda finalmente la briga (e anche il coraggio) per fare maggiore chiarezza…

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  2. “gli effetti a lungo termine non li conosciamo”: la farmacopea è piena di farmaci dei quali ignoriamo gli effetti a lungo termine; che emergono, se emergono e vengono identificati, dopo anni. Il nimesulide (Aulin) è stato ingurgitato per anni senza problemi da un sacco di gente, prima di essere proibito/strettamente regolamentato; ma nessuno, quando il medico gli ordina/consiglia un farmaco, di regola si insospettisce. Tranne coi vaccini (i no-vax esistevano ben prima della pandemia). Come se il vaccino fosse in sé qualcosa di ominoso, sconosciuto, pericoloso, che chissà quali danni può fare. Il tutto basato su favole regolarmente smentite (es. collegamento fra non so quale vaccino e l’autismo). Nessun farmaco è totalmente innocuo, un margine di pericolo c’è anche coi vaccini (tutti); ma bisogna quantificare, non si può fare diversamente.

    “tantomeno li conoscono i virologi e i presunti e vari esperti”: questo è un mettere gli esperti, nella loro materia di esperienza, allo stesso livello dei non esperti, anzi sotto. Io questo non lo accetto. Ma non si deve guardare/ascoltare il singolo esperto, bensì la comunità scientifica internazionale; che naturalmente di fronte a un fenomeno del tutto nuovo non può dispensare certezze assolute (anzi, non lo può mai), ma sicuramente è l’istanza di riferimento. A meno che non ci rivolgiamo invece all’astrologia.
    Detto questo, io penso che nell’attuale situazione vaccinarsi sia un preoccuparsi della collettività prima che di se stessi, e io questo lo considero buono e doveroso e considero quelli che non si vaccinano (a meno di validissimi motivi di salute) dei pavidi egoisti, altro che resistenti in nome della libertà. Ma questo naturalmente è il mio punto di vista.
    Nel caso di obbligo vaccinale sono d’accordo con te che lo Stato (la collettività) debba rifondere eventuali danni comprovati. Da qualche parte ho letto che è già così, ma non sono sicura. D’accordo anche sulla necessità di maggior chiarezza, ma molta nebulosità viene anche dal continuo rimestare mediatico nel calderone…

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  3. Appunto parlavo di voci discordanti; alcuni dicono che è già così (per il sostegno economico in caso di danno vaccinale) e altri invece lo negano assolutamente. Manca chiarezza, in questo nostro paese, sia da parte di chi ci governa sia da parte degli esperti in materia (anche legale). E sono sempre persone di competenza quelle che rilasciano interviste, quelle che prima affermano e poi smentiscono le cose dette una settimana prima, oppure che denigrano l’opinione di altri colleghi o studiosi, quindi è comprensibile che la gente comune si trovi alquanto disorientata. Manca una voce consolidata e univoca, di fronte a questa gravissima pandemia… Forse perché entrano in gioco anche degli interessi di cui non sospettiamo nemmeno la portata, ma questo è naturalmente un mio parere… A parte questo, io sono vaccinata con due dosi Pfizer e qualche settimana fa mi sono beccata pure il covid (ho fatto l’isolamento familiare e ora sono guarita), ma il mio periodo di malessere me la sono comunque fatto, anche se probabilmente in modo non grave grazie, appunto, al vaccino. Però allora mi sono chiesta; quanti vaccinati che presentano dei sintomi vanno, per prudenza, a farsi un tampone? Così da non rischiare di contagiare altri? Io l’ho fatto, avevo il raffreddore e per scrupolo l’ho fatto, ma chissà quanti vaccinati non lo fanno perché si sentono giustificati dal fatto di aver già dato abbastanza (alla patria, alla collettività o a pinco pallino). Dico tutto questo solo per sottolineare quanto siano insufficienti e spesso ridicole le misure prese dal governo…

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  4. Be’ insomma, volendo la voce consolidata e univoca c’è: bisogna vaccinarsi, pur sapendo che il vaccino non è la soluzione totale ed è comunque in evoluzione, come il virus. Poi vedremo.
    Sono contenta che il tuo Covid sia stato sopportabile e soprattutto che sia passato. Io ho fatto l’altro giorno la terza dose e finora non ho avuto niente, almeno niente di cui mi sia accorta. Ma diverse persone che conosco il tampone (poi spesso negativo) l’hanno fatto eccome. Certo, c’è un sacco di gente che se ne frega, fa i comodi suoi eccetera, e questo genera l’impressione che le misure prese dal governo siano insufficienti se non ridicole. Ma per prendere le misure sufficienti bisogna essere in Cina, dove se hai il naso fuori dalla mascherina ti sparano, non in Europa occidentale. Poi è chiaro che ci sono i punti dolenti: l’annoso problema dei trasporti strapieni, l’aerazione forzata dei locali in scuole e università… Però cosa vuoi che ti dica, io sono stata contattata tre volte per SMS nei tempi adeguati, sono stata vaccinata dopo non più di mezz’ora di attesa, hanno trovato anche il tempo di vaccinarmi contro l’herpes zoster, l’influenza stagionale e lo pneumococco. Gli screening di prevenzione si fanno di nuovo regolarmente. Devo dire che le cose non funzionano? No, secondo me funzionano abbastanza bene, e se i no-vax avessero la decenza – e la coerenza – di vivere o morire a casa propria anziché intasare gli ospedali, magari funzionerebbero anche meglio.
    Il futuro, vedremo come sarà. Credo che il passaggio da pandemia a endemia sarà obbligato, ma appunto, bisogna organizzarlo. E bisogna che la gente collabori.

    P.S.: Se cominciamo a pensare che “entrano in gioco anche degli interessi di cui non sospettiamo nemmeno la portata” – che può essere anche vero, non ho la possibilità di negarlo categoricamente – ma se cominciamo a pensarlo, allora è lo sfascio e l’arbitrio completo. Per dei motivi di salute psichica e sociale, in ultima analisi per dei motivi di sopravvivenza, è un pensiero che non possiamo neanche permetterci. Un pensiero unicamente nocivo.

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  5. L’ indennizzo è sicuro, come afferma una solidissima giurisprudenza della Corte costituzionale. Lo si legge in questo articolo di Francesco Pallante, costituzionalista di vaglia dell’ Università di Torino.
    https://volerelaluna.it/societa/2021/09/13/il-green-pass-e-la-costituzione/
    Quanto ai dubbi sugli effetti del vaccino, d’ accordo con Elena, quanti medicinali si sono rivelati poi dannosi? Ma non dimentichiamo che non si conoscono ancora nemmeno gli effetti del Covid, non perchè i ricercatori non siano all’ altezza ma perchè ci si trova davanti ad un organismo nuovo che va studiato. Studiare non è facile, impone lunga ricerca e grandi sacrifici, basta leggere un testo come Spillover di David Quammen per avere una pallida idea di cosa significhi fare ricerca sul campo.
    Quanto alle industrie farmaceutiche, certo che fanno grandi profitti, certo che la proprietà intellettuale sui vaccini è un grande problema ma… fanno grandi profitti anche con l’ oncologia e allora? Chi ha necessità smetterà di curarsi?
    La situazione è complessa, capisco che si vorrebbero risposte lineari, ma non credo che sia possibile averle e non certo perche qualcuno sta occultando ” la verità”

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  6. A proposito di profitti e interessi vorrei aggiungere una precisazione, per non essere fraintesa: che le aziende farmaceutiche guadagnino sui vaccini è un fatto, non diverso da ciò che accade con tutti gli altri tipi di aziende relativamente ai loro prodotti. Che si possa discutere sull’entità di tali guadagni – a fronte oltretutto dei cospicui finanziamenti pubblici con cui è stata effettuata e velocizzata la ricerca sui vaccini anti-Covid – è corretto. Ma pensare – come fanno in molti – che il vaccino sia stato sviluppato e la sua somministrazione sia spinta a livello politico per permettere alle case farmaceutiche di guadagnare immensamente, mentre di vaccino non ci sarebbe in realtà alcun bisogno (o perché non ce n’è alcun bisogno punto, o perché si potrebbero percorrere strade alternative molto più efficaci ma meno redditizie) – questa per me è fantapolitica, ed è il tipo di pensiero che considero unicamente e pesantemente nocivo.

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