Una poesia del senatore Pillon

Il senatore Pillon mentre recita la poesia nell’aula

Vorrei condividere con voi una poesia del senatore Pillon. Un’avvertenza però: leggetela una volta sola. Poi vi spiego il perché.

Quanto mi manca Israele,
e in particolare
quel luogo
sul lago
dove un cuore attento
può ancora scorgere le orme,
i passi del Signore
e sentire le Sue parole
nell'aria dolce dell'alba.

Sul contenuto niente da dire, figuriamoci. C’è un interessante racconto di Villiers de l’Isle-Adam, intitolato Véra, il cui protagonista, il conte d’Athol, resuscita la presenza della consorte adorata a partire dalle tracce lasciate dalla defunta: gli oggetti che ha sfiorato o maneggiato, i tessuti che conservano il contatto del suo corpo, l’impronta del capo su un cuscino. Nessuna meraviglia che il senatore Pillon scorga i passi del Signore sulle rive del lago (immagino) di Tiberiade. Sono stati psichici noti.

Vorrei soffermarmi, invece, sul ritmo. La poesia ha il ritmo del singhiozzo. Ma non di un singhiozzo normale: del singhiozzo ostinato, quello che non passa. Raccontava il mio medico che ci sono singhiozzi che durano anche diversi giorni. Per questo dicevo: leggetela una sola volta. Di più è rischioso: come il lago di Tiberiade induce nel senatore Pillon la percezione dei passi del Signore, così la sua poesia potrebbe indurre nel lettore un singhiozzo permanente. Particolarmente inopportuno in vista anche delle prossime festività natalizie.

11 pensieri riguardo “Una poesia del senatore Pillon”

  1. Ah, ora ricordo, è quel senatore leghista che in occasione dell’ennesima folgorante vittoria dei Maneskin (premio ‘Best rock’ agli MTV Europe Music Awards 2021) aveva criticato il look eversivo sfoggiato da Damiano, il front man del gruppo, senza comprendere il messaggio provocatorio che stava alla base di tale scelta (i componenti della band sono da sempre impegnati sul fronte della difesa dei diritti civili, inclusi quelli degli omosessuali). Mah, che dire della poesia? Sono leggermente stordita… Se già non riesco a comprendere le osservazioni (tanto inutili quanto insensate) sull’abbigliamento di una band rock italiana che sta riscuotendo – per la prima volta nella storia – un successo clamoroso in tutto il mondo, figuriamoci se posso intendere il motivo di questo ostinato singhiozzo espresso in versi… 😀 😉

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  2. Ah, ho notato. Sono andata a leggermi qualche altro articolo… Le paternali «nel nome di Gesù», da una parte, e il pugno di ferro con chi la pensa diversamente, dall’altra. Una bella contraddizione in termini, se si può dire così 😉 Buone Feste, cara Elena, e soprattutto Buon Relax.

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    1. Il fatto è che c’è un sacco di gente che gli va dietro. Mio figlio ha sempre sostenuto che quello è il vero volto della chiesa cattolica, e io mi sono fatta propensa a dargli ragione. Mai letto le “preghierine” di Camillo Langone sul Foglio? Oppure fatti un giro sul blog di Costanza Miriano, autrice di “Sposati e sii sottomessa” e altre prelibatezze du même acabit…

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      1. Sì, immagino che il mondo cattolico creda di non essere tutto così (almeno nei toni). Però le religioni che si prendono sul serio, cioè le religioni monoteiste, se sono sincere con se stesse, non possono che essere integraliste. Non credo all’islam moderato, come non credo al cattolicesimo moderato. A differenza dell’ebraismo e dell’islam, il cristianesimo si è impiantato su qualcosa di culturalmente potente che c’era già, cioè il mondo classico, la filosofia greca e il diritto romano. Questo substrato era in sé talmente consistente e massiccio che non è mai del tutto scomparso, è sempre più riaffiorato, in particolare con l’illuminismo, e ha costretto il cristianesimo a moderarsi. Ma è stata una costrizione, che il cristianesimo (cattolicesimo e mondo ortodosso) non vede l’ora di scrollarsi di dosso. Le altre due religioni monoteistiche, che non hanno, di per sé, una cultura precedente o diversa da quella religiosa, non hanno possibilità di essere moderate. E da che cosa lo sarebbero? Per l’islam, è sotto gli occhi di tutti (se uno non vuole foderarseli di prosciutto), e quanto all’ebraismo, riporto il testo della scomunica di Baruch Spinoza da parte della sinagoga di Amsterdam nel 1656, un testo che è sempre bene aver presente quando si parla di monoteismi:
        I Signori del ma’amad [consiglio degli anziani] comunicano alle vostre Grazie che, essendo venuti a conoscenza da qualche tempo delle cattive opinioni e della condotta di Baruch de Spinoza, si sforzarono in diversi modi e promesse di distoglierlo dalla cattiva strada. Non potendo porre rimedio a ciò e ricevendo per contro ogni giorno le più ampie informazioni sulle orribili eresie che praticava e sugli atti mostruosi che commetteva, e avendo di ciò numerosi testimoni degni di fede che deposero e testimoniarono soprattutto alla presenza del suddetto Spinoza, egli è stato riconosciuto colpevole; esaminato tutto ciò alla presenza dei Signori rabbini, i Signori del ma’amad hanno deciso, con l’accordo dei rabbini, che il suddetto Spinoza sia messo al bando ed escluso dalla Nazione d’Israele a seguito del cherem che pronunciamo ora in questi termini: Con l’aiuto del giudizio dei santi e degli angeli, noi escludiamo, cacciamo, malediciamo ed esecriamo Baruch de Spinoza con il consenso di tutta la santa comunità, in presenza dei nostri libri sacri e dei seicentotredici precetti in essi racchiusi. Formuliamo questo cherem come Giosuè lo formulò contro Gerico. Lo malediciamo come Elia maledisse i figli e con tutte le maledizioni che si trovano nella Legge. Che sia maledetto di giorno, che sia maledetto di notte; che egli sia maledetto durante il sonno e durante la veglia, che sia maledetto quando entra e che sia maledetto quando esce. Voglia l’Eterno accendere contro quest’uomo tutta la Sua collera e riversare su di lui tutti i mali menzionati nel libro della Legge. E voi restiate legati all’Eterno, vostro Dio, che Egli vi conservi in vita. Sappiate che non dovete avere con (Spinoza) alcuna relazione né scritta né verbale. Che non gli sia reso alcun servizio e che nessuno l’avvicini a meno di quattro cubiti. Che nessuno viva sotto lo stesso tetto con lui e che nessuno legga alcuno dei suoi scritti.
        (da H. Méchoulan, Gli ebrei di Amsterdam all’epoca di Spinoza, ECIG, Genova, 1991, pp. 145-146)

        E faccio notare che, nonostante nel 2015 sia stato intrapreso un tentativo, all’interno della comunità ebraica di Amsterdam, di far revocare la scomunica, il tentativo è fallito di fronte alla resistenza degli ortodossi; LA SCOMUNICA NON E’ MAI STATA REVOCATA ed è quindi tuttora in vigore.
        I cattolici, senz’altro numerosissimi, che credono di non essere integralisti, dovrebbero sapere che non sono affatto cattolici, ma semplicemente seguaci del teismo in una qualche variante. E questo va molto bene; ma dovrebbero saperlo.

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  3. La questione sarebbe complessa; indubbiamente, nel semplice fatto di avere un solo Dio – l’unico e vero – le religioni monoteiste sono intrinsecamente intolleranti; tuttavia tutte le tre religioni hanno al loro interno correnti integraliste e reazionarie ma anche correnti aperte e disponibili al dialogo e alla convivenza con chi ha un credo diverso. L’integralismo d’altronde è presente anche in molti movimenti politici, e persino chi adotta un certo stile di vita magari di per sé encomiabile corre il rischio di diventare intollerante verso chi fa scelte diverse.

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    1. Be’ sì, la corrispondenza non è biunivoca: non tutti i fenomeni di intolleranza sono di origine religioso-monoteistica, ma tutte le religioni monoteistiche sono intolleranti. Le correnti aperte e disponibili al dialogo non aderiscono, in realtà, a una precisa religione rivelata, bensì a una generica (e a mio parere encomiabile) fede nel Bene. E in ogni caso, a tempo e luogo saranno reindirizzate sulla retta via a cura delle correnti integraliste e intolleranti. Basta guardare cosa è successo con il Vaticano II (giusto per guardare a casa propria…)

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