A Parma (à SUIVRE…10)

Ci sono cose che fa anche se sa che sono sbagliate, o che non hanno senso, o che non porteranno ad alcun risultato, o che porteranno a un risultato spiacevole. Generalmente le fa perché a un certo punto ha deciso di farle; non vede altri criteri per l’azione. Quando ha deciso magari le sembravano buone idee, che aprivano nuove prospettive, che potevano cambiare in meglio la vita. (…Continua su Poliscritture)

4 pensieri riguardo “A Parma (à SUIVRE…10)”

  1. Bellissimo! Si legge velocemente e con grande curiosità, a tratti sembra perfino di vedere i luoghi e la situazione descritta… Non mi pare di cogliere della perfidia nel racconto (c’è dell’autobiografismo?), ma solo tanta autoironia, che probabilmente aiuta anche a reagire, in qualche modo, al profondo senso di stanchezza…

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    1. Grazie Alessandra, e grazie soprattutto per assolvermi dall’accusa di perfidia. Mi sto facendo una pessima reputazione, e soltanto perché non sono capace di prendere la positività dell’essere dritta di faccia, ma solo di sbieco, da una prospettiva ironica (e autoironica) – un margine ridotto, che però ha il vantaggio di essere autenticamente salvifico. Sull’autobiografismo… diciamo che è autofiction 🙂

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