Spiriti immondi

“Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.” (Mc 5,16-17)

Be’ ci credo, gli aveva appena spedito a affogarsi nel mar di Tiberiade una mandria di duemila maiali, che per gli ebrei saranno anche stati animali impuri ma per gli abitanti della Decapoli magari no.

L’ecatombe dei maiali è la conseguenza della guarigione di un indemoniato, nel quale si erano impiantati più spiriti immondi che zecche su un povero cane nella bella stagione. Infatti il nome del collettivo è: Legione.

Talvolta (e invecchiando sempre più spesso) per istantanee illuminazioni mi ritrovo sbalordita dalla quantità di “me”, inconciliabili e tutti autentici, che compongono quella cosa di difficile definizione ma apparentemente reale e data che è il mio “me” complessivo. Moltitudine diacronica, certo, ma anche perfettamente sincronica.

Se partiamo dal presupposto pascaliano (difficile da negare) che “l’io è detestabile”, figuriamoci quando questa detestabilità sia moltiplicata per una ridda di “ii” autocentrati, competitivi, invidiosi (sto solo descrivendo la naturalità dell’io umano), retoricamente compassionevoli, falsamente e inefficacemente altruisti, persi nella contemplazione di questo falso altruismo, modesti per smania di glorificazione, unicamente concentrati sul proprio tornaconto o pronti a partire in missione per salvare metà del genere umano – tentativo senza garanzie di successo che comporta l’eliminazione fisica dell’altra metà ma insomma tentar non nuoce.

Il prodotto è una ridda di “ii” piuttosto immondi. Legione è il nome del collettivo dell’io.

Cosa rimarrebbe di me se un compassionevole Messia scacciasse tutti gli spiriti immondi che mi abitano?

Niente, credo.

10 pensieri riguardo “Spiriti immondi”

  1. Non lo so, se abbiamo più iii. Per alchimie imprevedibili, tutti gli ii, diciamo standard, si mescolano in modo individuale per ciascuno di noi, mi sembra. Credo per arcani e divini disegni; altri credano altro, non è tanto questo il punto. Ti confesso, vi confesso, che una delle mie preghiere, autoprodotta, è la richiesta di veder cancellato il mio Io, così gravoso.

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  2. un po’ di rimandi che mi hai fatto tornare in memoria 🙂
    1) Pierre Janet, che avevo trovato tanti anni in Sostiene Pereira di Tabucchi
    2) il film “Essere John Malkovich” che riprende le teorie di Janet anche se in modo buffo, le personalità multiple dentro di noi
    3) una canzone “da ubriaco” di Robert Wyatt che si chiama “God song” , inizio anni ’70, che dice le stesse cose che stai dicendo tu… probabilmente trovi il testo in rete

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  3. Ho letto “Sostiene Pereira” tanti anni fa e Pierre Janet proprio non me lo ricordavo. Ma la disgregazione dell’io monolitico doveva essere dans l’air du temps perché anche Proust lo smantella bene…
    E non ho visto “Essere John Malkovich” – grave lacuna.
    La canzone di Robert Wyatt (che ho cercato in rete) è molto condivisibile, ma con parecchia più fondamentale fiducia in questo “God” di quanta ne abbia io.
    Buona settimana e grazie del commento !

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  4. Sono certo che alcuni miei ” ii ” non siano così detestabili come quelli di parecchia altra gente. Questo vale per tutti credo. Una per tutte mi sorge spontanea in mente: Bolsonaro ha scritto qualche giorno fa, nella ricorrenza della morte del CHE, ” 9 ottobre. È morto in Bolivia il delinquente comunista Che Guevara, la cui eredità ispira solo emarginati, drogati e la feccia di sinistra». Chiedo scusa per il probabile fuori tema.

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    1. Credo si tratti di una detestabilità di principio, nel senso che qualcosa di parziale come l’io individuale tende comunque a assolutizzarsi e a privilegiare (quasi di necessità, perché non ne ha un’altra) la propria prospettiva. E’ il problema dell’io moderno, e all’origine dei difficili rapporti fra gli individui.
      Questo in linea di massima. Poi si può sempre distinguere… 🙂

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  5. Sono certo che alcuni miei ” ii ” non siano così detestabili come quelli di parecchia altra gente. Questo vale per tutti credo. Una per tutte mi sorge spontanea in mente: Bolsonaro ha scritto qualche giorno fa, nella ricorrenza della morte del CHE, ” 9 ottobre. È morto in Bolivia il delinquente comunista Che Guevara, la cui eredità ispira solo emarginati, drogati e la feccia di sinistra». Chiedo scusa per il probabile fuori tema.

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