RIFLESSIONI SULLA CONCLUSIONE DEI QUATTRO VANGELI

A 134
Pietro Perugino, L’ascensione di Cristo

Nella mia piccola edizione italiana del 1968, il racconto della passione, morte e sepoltura di Gesù occupa 12 pagine su 107 nel vangelo di Matteo, 10 su 60 in quello di Marco, 11 su 105 in quello di Luca e 8 su 84 in quello di Giovanni.

Segue  il racconto non della risurrezione – che non può essere raccontata dal momento che nessuno vi ha assistito -, ma dell’inspiegabile scomparsa di un cadavere. In tre vangeli su quattro (Matteo, Marco e Luca) l’assenza del corpo per avvenuta risurrezione viene annunciata alle donne o ai discepoli allibiti da uno (o due) angeli. 

(In generale nei vangeli gli angeli – o comunque una presenza divina dal cielo – si incaricano di certificare ciò che non può essere testimoniato: per esempio che la gravidanza di Maria le viene non da un uomo ma da Dio, che il bambino nato a Betlemme è il Salvatore, o che l’uomo battezzato nel Giordano da Giovanni è il Figlio di Dio.)

A riprova dell’avvenuta risurrezione, Gesù appare a diverse persone secondo i diversi vangeli: alle donne, alla sola Maria Maddalena, ai discepoli di Emmaus, a due discepoli che probabilmente sono gli stessi, agli Apostoli riuniti, ad alcuni di loro, una o più volte, prima di salire al cielo sotto gli occhi degli Undici.

Matteo e Marco dedicano a risurrezione, apparizioni e ascensione due pagine scarse. Luca e Giovanni sono più generosi di dettagli, soprattutto per quel che riguarda le apparizioni. La caratteristica più generale delle apparizioni è che dapprima Gesù non viene riconosciuto. Ha l’aspetto di qualcun altro, non di Gesù. Viene riconosciuto per una parola, per un gesto, non per l’aspetto; e dopo essere stato riconosciuto generalmente scompare. La seconda caratteristica è che quando invece compare con l’aspetto noto (agli Undici riuniti in un luogo chiuso), incontra dapprima un certo scetticismo. In un secondo tempo naturalmente non solo le donne, che credono sempre a tutto, ma anche gli Apostoli credono.

Comunque questo post-resurrezione sembra che gli evangelisti non abbiano una gran voglia di raccontarlo; che non sappiano bene cosa dire. O che non ci sia niente da dire: che ci si possa solo ripetere.

Il racconto sfuma nel fiabesco, e in due e due quattro è finito.

 

 

25 pensieri riguardo “RIFLESSIONI SULLA CONCLUSIONE DEI QUATTRO VANGELI”

  1. Non ci avevo mai pensato prima di leggere il tuo post, ma è vero, hai proprio ragione. Certo, vorremmo sapere di più. Forse gli evangelisti non potevano, non volevano o non sapevano scrivere di più. Forse c’era anche un po’ di vergogna, consapevoli di come si comportavano, a iniziare proprio da Pietro. In fondo, anche le tre resurrezioni dei Vangeli, il figlio della vedova, Lazzaro e la figlia di Giairo, meritebbero qualche parola in più a nostro giudizio.
    Ed è proprio per cosiderazioni di questo genere che mi viene da credere ai Vangeli, perchè sono scritti in modo completamente diverso da come li avremmo scritti noi 🙂

    Piace a 3 people

    1. Le resurrezioni precedenti (a cui non avevo affatto pensato) possono suscitare la nostra curiosità: magari vorremmo sapere se queste persone hanno qualche ricordo del tempo in cui sono state morte (nel caso della figlia di Giairo per un tempo molto breve, Lazzaro invece quattro giorni), vorremmo sapere come hanno “riannodato” una vita che aveva comunque subito un’interruzione, come se la cavano con questa idea del rinvio, della sospensione – soprattutto Lazzaro; gli altri due erano giovani, avranno presto dimenticato.
      Perché possiamo anche chiamarle risurrezioni, ma di fatto sono rianimazioni, non diverse da quelle che si praticano routinariamente al giorno d’oggi o che si danno qualche volta anche naturalmente. Con questo io non voglio mettere in dubbio che le persone in questione fossero davvero morte (ma cosa vuol dire “morto” nel momento, nostro, in cui si applica la rianimazione – a volte con successo, a volte senza successo), voglio solo sottolineare che la loro “risurrezione” è un rientrare nella dimensione esperita, un differire il momento della morte definitiva, che arriverà in seguito per loro come arriva per tutti.
      Nel caso di Gesù invece la risurrezione è il passaggio a un’altra dimensione, in cui il corpo vivo vivrà per sempre, sarà per sempre sottratto alla morte. Il corpo vivo come lo conosciamo, non un’essenza spirituale di tipo platonico. Luca e Giovanni insistono su questo: dopo la risurrezione, Gesù mangia con gli apostoli. Si cucina del pesce alla brace e lo mangia.
      Sono queste due cose che sono difficili da tenere insieme: il corpo “trasfigurato” della vita eterna, e mangiare pesce alla brace. E’ per questo, secondo me, che sui tradizionalmente quaranta giorni che intercorrono fra la risurrezione e la salita al cielo sappiamo così poco – abbiamo informazioni strane, confuse (a me fa particolarmente impressione il fatto che, la maggior parte delle volte, non lo riconoscono. Alla fine salta fuori che è lui, ma potrebbe pure essere qualcun altro).
      Ed è sempre per questo che alla fine, scusa se mi cito, il racconto sfuma nel fiabesco 🙂

      Piace a 2 people

      1. Carissima Elena, hai ragione. Gesù risorto mangia e però passa attarverso i muri. Sulla condizone fisica del Risorto si sono arrovellate alcune fra le menti migliori di ogni generazione da duemila anni e non sarò certo io a risolvere il caso :).
        Il fiabesco che giustamente noti per me è segno di verità, come ogni favola o mito che si rispetti possiede una sua parte di verità (parola di archeologa 🙂
        Era lui e non era lui. Questo potrebbe essere, come personalmente credo contro ogni scientificità, segno di testo ispirato. Voglio dire: si sono sentiti moralmente obbligati a scrivere ciò che secondo la logica umana era folle.
        Bellissimo anche quello che scrivi su Lazzaro. Anche lì: perchè Gesù piange davanti a quella tomba? Non sa già che lo farà risorgere, ne dubita? Vuole farci capire che è giusto piangere i nostri cari? Oppure piange perchè sta per richiamare Lazzaro dall’abbraccio del Padre a questo mondo terribile? Non lo so…e Lazzaro risorto scompare dai Vangeli. Noi avremmo scritto di più, anche qui. Grazie di questo post e del commento

        Piace a 2 people

  2. c’è anche l’episodio di san Tommaso, e prima ancora la resurrezione di Lazzaro e gli altri miracoli di Gesù, che riguardano sempre il corpo e il suo risanamento. Sono pagine che fanno riflettere, e la cosa che più mi ha colpito, nel corso degli anni e soprattutto quando ero giovane (poi ho smesso, perché mi cascavano le braccia) è stato trovare persone che andavano in chiesa e si dicevano credenti che si mettevano a ridere quando gli parlavo della Resurrezione, e magari anche del passo in cui si dice che nel giorno del giudizio ritroveremo i nostri corpi (“ma quale, quello da giovane o quello di adesso?” e giù risatine). Io la risposta l’avrei, ed è questa: che cosa ne sappiamo? La verità è che non ne sappiamo niente, forse il Vangelo ci sta spiegando davvero cosa succede ma noi non siamo in grado di capirlo, siamo come dei bambini piccoli che piangono quando gli si dice di non toccare quella cosa. In ogni caso, studiando un po’ di Fisica o anche solo un po’ di Chimica si trovano cose sorprendenti alle quali non si crederebbe mai, e che suscitano la stessa ilarità di cui parlavo sopra, ma che sono alla base della tecnologia che usiamo ogni giorno, a partire dai telefonini.

    Piace a 4 people

  3. Avevo sentito che i cattolici lombardi sono strani: in genere si è credenti precisamente perché si desidera avere indietro il proprio corpo (la propria vita). Mah, o i lombardi tirano al protestantesimo, o tirano all’ipocrisia sociale. Ma se ti ricapita la domanda provocatoria e tendenziosa su che corpo avremo quando risorgeremo, puoi tranquillamente rispondere: il corpo che avevamo (o avremmo avuto) a 33 anni: l’età di Cristo. O a voler essere meno pignoli il corpo giovane. Questa almeno è l’opinione dell’autorevole dottore della Chiesa San Tommaso d’Aquino e di un sacco di altri autorevoli dottori della Chiesa che hanno descritto abbastanza minuziosamente il Paradiso 🙂
    Interessante l’idea del Vangelo come compendio di scienze della natura per introdotti (angeli e simili) 🙂

    Piace a 1 persona

    1. mah, secondo me è solo ignoranza: si dicono cristiani ma non leggono mai il Vangelo, e in chiesa lo ascoltano ma perché così si fa, poi ridacchiano o si ribellano a quel che c’è scritto (porgi l’altra guancia, beati i poveri, ama il tuo prossimo…). Oppure ascoltano il Vangelo in latino, ma non sanno il latino: come in una barzelletta di Woody Allen. Non che i protestanti siano messi meglio, vedi Trump che agita la Bibbia.
      La mia opinione è che se chi si dice cristiano capisse veramente cosa dice Gesù, molti smetterebbero di dirsi cristiani: è una riflessione molto triste, ma temo che sia davvero così.
      Per la fisica, il tavolo su cui stai poggiando le mani è anche un’onda… 🙂

      Piace a 2 people

  4. Non entro nel merito perchè non sono in grado di farlo ma proprio due sere fa ( ecco la combinazione) mi è capitato di vedere un film, “Trascedent” con Johnny Depp. Il protagonista, un ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale, ormai in fin di vita , riesce, a far “caricare” il contenuto della propria mente in un computer e a connetterlo con internet. Sopravviverà alla propria morte inizialmente solo vitualmente, in un secondo momento anche materialmente, riuscendo a ricostruire tutto di sè… Non so a che punto sia la ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale ma, certo, ciò che adesso può apparire incredibile, magari tra non molto sarà possibile.
    Le recensioni del film non sono benevole ma io non sono riuscita a staccare gli occhi dallo schermo. E’ un film che smuove qualcosa nel profondo.
    ( finiti gli scrutini? )

    Piace a 2 people

    1. Credo che, parallelamente alle incertezze intorno al confine fra vita e morte e al venir meno di un orizzonte condiviso di fede nella risurrezione, si sia sviluppato, negli ultimi decenni, un immaginario di sopravvivenza cerebrale, binaria, computerlike, che combinata con le magie della rigenerazione tramite DNA o con la crioconservazione rappresenta la via laica alla vita eterna. Nel frattempo il grosso della gente continua a morire, è ovvio, ma qualcuno spera di sfangarla – come qualcuno spera di cavarsi dalle peste emigrando su Marte.
      Ho chiesto a mio figlio di trovarmi il film, sembra interessante, anche se temo che tutto il lato scientifico mi resterà assai oscuro. Ma lo guarderò come una fiaba.
      L’idea di queste sopravvivenze “alternative” compare. credo, in epoca romantico-decadente. C’è un breve racconto di Villiers de l’Isle-Adam, intitolato “Vera” e contenuto nei Racconti crudeli, che tenta una sopravvivenza con poca tecnologia ma molta energia psichica e immaginazione. E’ interessante.
      (Scrutini finiti. Ci aspetta il giorno delle doléances dei genitori, l’aggiornamento sicurezza per l’Esame di Stato, il Collegio di chiusura, e poi si parte con la Maturità – cioè vado dritta fino alla fine del mese almeno. E i miei di quinta che la settimana scorsa non sapevano più nulla della prima parte del programma…)

      "Mi piace"

      1. Nella biblioteca cittadina non c’è, quindi l’ho ordinato su Amazon, dovrebbe arrivare domani. In ogni caso mio figlio, che per motivi squisitamente filosofici si sta facendo un’imponente videoteca di film di fantascienza, ha detto che interessa anche a lui. Credo di avere diritto a Tim vision, ma devo aspettare che il detto figlio me la installi. Sono cose a cui io di mio non penserei mai… fa parte delle mie limitatezze e appartenenza a un’epoca passata 🙂
        Intanto domani sera mi guardo il film.

        "Mi piace"

  5. Io intanto ho letto la lunga e bella introduzione ai “Racconti crudeli” di Giuseppe Montesano ( che ha scritto a propria volta romanzi – da me non ancora letti – ) e il primo racconto. Ho iniziato oggi pomeriggio.
    Villiers de l’Isle-Adam, come Baudelaire, sembra aver visto lungo sul modello sociale e culturale borghese! ( E’ quello che ho evinto leggendo le pagine introduttive )
    p.s.
    Anch’io non sapevo nulla di Tim vision. La tv che avevo si è rotta qualche mese fa, ho comprato una smart tv e mi è stato fatto presente che avrei potuto vedere qualche film in più grazie a Tim vision. In realtà, sono pochissimi i film che si possono vedere non sottoscrivendo un abbonamento “plus” ( che io non ho )
    🙂

    Piace a 1 persona

    1. Il nostro Villiers era, come molti intellettuali dell’epoca, pieno di contraddizioni – monarchico e comunardo, cattolico con un interesse per le sedute spiritiche – ma sicuramente anti-borghese.
      Fu tutta la vita squattrinato, ma non mi risultano (almeno a livello letterario) particolari simpatie proletarie (devo dire però che ho letto solo i Racconti crudeli). Era uno di quelli per i quali il rifiuto della borghesia non era una corsa in avanti, ma un rimpianto per un passato mitico: le morne regret des chimères absentes. Non a caso gli piaceva Wagner.
      Dei Racconti crudeli, che ho letto diversi anni fa, ricordo distintamente soltanto Vera, La sconosciuta e L’intersegno (quest’ultimo da non leggersi la sera prima di andare a letto – per il resto un capolavoro).
      Buona lettura!

      [Da insegnante a insegnante (perché ormai siamo gli unici che ci badiamo – il che vuol dire che non interessa più a nessuno), ti faccio partecipe di questa trouvaille dall’articolo “Villiers de l’Isle-Adam” di Wikipedia: “Ciò non esulò questo scrittore dal condurre una vita misera e scapigliata.” Sono cose che a me fanno male. Io non ci vedo solo una decadenza, ci vedo un baratro. D’altra parte anche la categoria perde i pezzi. In un verbale redatto da una collega di materia umanistica mi sono trovata: “l’alunna mostra una partecipazione scostante”. Subito non capivo neanche cosa volesse dire. Fine dello sfogo sulla decadenza dei tempi presenti :-)]

      "Mi piace"

    2. Ciao Giacinta, ieri sera ho visto il film. Lasciando da parte la plausibilità scientifica (di cui non ho idea, mi sono limitata a prendere per buoni gli snodi della storia), ho trovato interessante che il protagonista abbia allo stesso tempo caratteristiche cristologiche e totalitarie: dà la vista ai ciechi e guarisce gli storpi, ma tende a esercitare un controllo illecito e invasivo sulla moglie e sugli altri. Non so se il regista o gli sceneggiatori ci abbiano pensato, ma questa è senza dubbio una caratteristica delle religioni rivelate (marxismo compreso).
      Un altro punto comune col Cristo risorto è il fatto di non essere riconosciuto. L’unica che ha fede, almeno fino a un certo punto, è Evelyn (non per niente una donna). Gli amici dubitano e rinnegano. Chi ha ragione?
      L’umanità non vuole la vita eterna – ritiene che avrebbe un prezzo troppo alto.
      Morgan Freeman è un San Pietro che non si ravvede nemmeno dopo il canto del gallo, e i terroristi, naturalmente, sono Giuda (che come sappiamo aveva le sue ragioni). Per Paul Bettany (uno dei miei attori preferiti) vedrei bene il ruolo di un San Giovanni titubante 🙂
      La scena più bella è quella con i due cadaveri sul letto, con Will con gli occhi aperti.
      Buona domenica e grazie per il consiglio, è un film che ho visto molto volentieri 🙂

      "Mi piace"

  6. Si, condivido la tua interpretazione. È un film che tocca nel profondo proprio perché sono attualizzate ( lo scenario è utopico fino ad un certo punto ) questioni nodali come quella della ricerca dell’immortalita’ ma anche quello della libertà, quindi come tu hai finemente notato, al tema trascendente si intreccia quello politico, sociale. Non a caso, a me è rimasta in mente la piccola zona schermata in cui Will si sottrae alla rete e al suo controllo.
    Sono contenta di averti dato un buon consiglio.

    Piace a 1 persona

  7. Nella tua riflessione occhieggia, mi sembra, un problema filosofico di non poco conto, ovvero la relazione che intercorre fra l’essere vivente e il suo cadavere. Nel caso dell’animale, la relazione pare trascurabile, ma nel caso dell’individuo umano, che esso sia un Leonardo o un Pinco Pallino, diventa cruciale ma anche molto problematica. Perciò, forse, la resurrezione non ha mai testimoni.

    "Mi piace"

    1. Non so se ti capisco bene. Nei commenti, a proposito della distinzione fra rianimazione (ritorno temporaneo alla vita mortale) e risurrezione (passaggio dell’organismo fisico a una vita eterna), era emerso il tema della “soglia”: il confine preciso oltrepassato il quale un corpo diventa un cadavere. Ad esempio se in passato la soglia era la cessazione del battito cardiaco, ora non è più così, e dire che cosa ha sostituito quel confine diventa sempre più difficile. Ma questo non è (o non sarebbe) diverso per gli animali.
      Nel caso di Cristo, da cui era partita la riflessione, l’unica cosa che certifica la resurrezione è il sepolcro vuoto. Il corpo risorto, o si vede male (non si riconosce) o non si vede affatto. Il suo statuto è misterioso. Di fatto, la vita pubblica di Gesù finisce con la sua morte. Sul dopo, anche le menti migliori (come dice Mocaiana) non possono fare che ipotesi. Gli unici che avrebbero potuto dirci qualcosa di più non lo hanno fatto (non hanno voluto, non hanno potuto). Per questo secondo me i vangeli, che nel grosso del racconto mantengono un tono realistico (un tono, non necessariamente un contenuto), nella conclusione sfumano pericolosamente nel fiabesco (e Matteo e Luca anche nell’inizio).
      Poi, quello che interessa a me particolarmente è il tema del misconoscere-riconoscere. Riconoscere che qualcuno è qualcuno anche se ha un aspetto diverso. E’ un fenomeno che ci è familiare dai sogni e che mi sembra nascondere una grande profondità. Una volta o l’altra mi metterò a indagarlo.

      Piace a 1 persona

  8. Forse, con un po’di attenzione, guardando i quadri rinascimentali della cena ad Emmaus (di vari grandi pittori) si riesce ad intuire perché il post resurrezione (presunta) sia un argomento non ben sviscerato!! I pittori non usavano la tela solo per esercizio professionale, ma anche per lasciare messaggi (e molto di loro erano quasi certamente iniziati a qualche ordine esoterico).

    "Mi piace"

    1. In realtà ho scritto un pezzo, ma non ho ancora la certezza interiore se pubblicarla o meno.
      Comunque, per ora, più che spiegare vorrei dare un indizio. Perché se lo paleso quell’che potrei ottenere è un irrigidimento da parte di chi ha sempre visto le cose in un ottica indotta anziché ragionata.
      Quella di Emmaus in parecchi quadri di pittori notti, che probabilmente erano parte di un circolo, o una setta (tipo rosacroce o templari etc…), Stanno trovando tutti (più o meno) la stessa cosa “ma con che mano prende il ‘pane'”?
      E Gesù dice in Giovanni, io sono il Pane celeste (cioè eterno), quindi è importante capire il perché di evidenziano le mani anche nei discepoli.
      E quei discepoli sono a mio avviso Pietro e Barnaba.
      Per ora non dico di più, ti prego di ragionarci sopra, poi se vuoi facciamo una discussione a parte, perché è un tema scottante.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...