UN SOGNO

Se mi guardo indietro devo constatare che la mia vita sentimentale è stata piuttosto piatta. Nondimeno ho avuto le mie storie, i miei amori.

Fa strano, a pensarci, vedere quante figure maschili siano cadute nell’indifferenza, abbiano perso ogni malinconica tridimensionalità.

Non tutte però: ce n’è una che resiste. Incistata in un angolo dell’incoscienza notturna si prende la sua rivincita poco prima dell’alba, nell’ultimo sonno, quando i sogni dicono facili verità e noi, per interposta persona, ci vendichiamo su noi stessi del modo in cui siamo.

Non so perché sia sempre lui che si presenta, a distanza di mesi o di anni. Cioè: non so perché sia sempre lui che il mio disappunto, a distanza di mesi e di anni, sceglie per notificarmi che ho fallito.

Non è la sua persona. Lo so perché quando mi capita di incontrarlo alla luce del giorno l’impossibilità fugace che fu è la stessa, immutata. Eppure.

Eppure, nel sogno, mi umilia. Nel sogno il mio desiderio più autentico è dichiarare il tempo trascorso, con tutto ciò che contiene, nullo e non avvenuto. Cioè no: lasciare che sia avvenuto poiché il tempo, nei fatti, è trascorso; ma dichiararlo un errore e riprendere come da un’interruzione.

Non so perché. Lo struggimento onirico dell’alba non dura, si disfa alla luce. Credo che sia come il frutto di una stanchezza, un desiderio di riposo.

L’altra notte è comparso di nuovo. Come spesso nei sogni c’erano edifici comunicanti e teorie di stanze bianche in cui non si è sicuri di abitare. Finalmente ce ne districavamo lasciando indietro, nelle stanze, legami più recenti. Andavamo con sicurezza verso la dimora eletta per noi.

Pensa, dicevo, dopo trentacinque anni…

Il conto era preciso. Facendolo, mi sono resa conto di quanto ero vecchia e mi sono svegliata.

8 pensieri riguardo “UN SOGNO”

  1. Che bello questo tuo post, come scrivi e senti bene, in modo non comune. Ma i sogni dell’alba hanno sempre qualcosa di veritiero, pare che escano dalle porte di corno, non d’avorio. E forse sogni non di lui, ma di come saresti stata e sarai tu. O forse una richiesta di aiuto dell’altra persona. Una finestra che non si è chiusa, parole ancora da dire.

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    1. Grazie, troppo buona. Ho cercato di rendere l’effetto di un sogno ricorrente – a lunghi o lunghissimi intervalli, ma comunque ricorrente.
      Anche per me l’impressione è di una finestra che non si è chiusa (mentre altre si sono chiuse talmente bene che non si vede nemmeno più il segno sulla parete). Ma so anche che l’impressione è del tutto a parte subiecti 🙂

      Piace a 1 persona

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