ELOGIO DELLA CASTITÀ

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Quando il Decano Wurt entrò nella stanza, Dom Baliano, il Priore dei Lunghi Mantelli, nascose nelle pieghe del suo (un finissimo panno nero con orlature viola) l’amante-scricciolo che non aveva avuto il tempo di congedare.

Il Decano notò un movimento fra le falde, ma intanto il mantello era di Dolce e Gabbana, e poi il viso del Priore appariva così brunito, così ripiegati negli angoli gli occhi e la bocca come mesti beccucci di teiera, che preferì far finta di niente. Sedette su uno scranno di pietra. Benché un piccolo fuoco crepitasse nel camino pure di pietra la stanza era fredda, il che spiegava che il padrone di casa sedesse avvolto nel mantello. Il Priore fece cenno al servente che versò l’idromele e si ritirò.

– L’immoralità, si lamentò il Decano davanti alla coppa, dilaga.

– Oh, è terribile, rincarò il Priore, e la castità non è tenuta in nessun conto.

– Peggio, è dileggiata; è diventata una vergogna da nascondere.

– Giusto: più si fornica più si vale. Questa è la lezione del mondo, in barba ai gigli di San Luigi.

– E alla verga fiorita di San Giuseppe.

– E alla chierica di Sant’Antonio.

– E alla colomba di Sant’Eulalia.

– E ai testicoli di Origene.

– Quello però non era un santo.

– Giusto. Torniamo a noi. E quindi?

– E quindi dobbiamo fare qualcosa, disse il Decano.

– Una crociata! esclamò il Priore. Una crociata della castità! E riunì più saldamente i lembi del mantello perché l’uccelletto nascosto fra le pieghe, al quale aveva pur detto di non muoversi, cercava di saltellare e frullava le ali.

– Sì, disse il Decano spaventato dalla mole di lavoro che sarebbe stata necessaria, ma chi la organizza?

Dom Baliano offrì i suoi servigi sperando di aggiungere al viola del bordo una passamaneria di certi colori che sapeva lui.

Discussero a lungo i dettagli: le giornate di preparazione, i campi giovani, la mensa dei campi giovani, le latrine dei campi giovani, le divise degli scout della castità, se dovessero o no portare una fascia bianca al braccio come il giorno della cresima, e dove fosse opportuno collocare le sentinelle antilibidine, e di quali armi si dovessero dotare. Durante tutto questo tempo il Priore stringeva sempre di più il mantello per contenere i sussulti spasmodici della bestiola che non voleva saperne di star quieta.

Quando il Decano se ne fu andato, Dom Baliano frugò fra le pieghe del finissimo panno per estrarre l’amante mignon (ottantatré centimetri dalla sommità della testa all’estremità dei piedi. Gli piacevano piccole, delle bamboline). Ci rimase male, tanto che in faccia era tutto ripiegato in giù e sembrava proprio una teiera di peltro, quando il corpicino cadde mollemente sull’impiantito e egli dovette constatare che la cosina era morta soffocata.

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