TEMISTOCLE

temistocle

Seduto al tavolino spinto contro la parete del corridoio il professore traffica col portatile, cerca di aprire il registro. Intanto ha fatto la prima domanda.

Fine del quadrimestre, interrogazione fuori ora. Fuori ora, fuori aula, dentro il corridoio ma fuori da tutto il resto.

La studentessa approfitta che il professore è occupato col portatile per slumare il quaderno degli appunti che tiene aperto sulle ginocchia. Sluma con discreta disperazione mentre il professore armeggia con calma, senza badarle, in quanto sa che nessuna salvezza le verrà dal quaderno. La studentessa sluma di brutto e intanto, per far vedere che ci sta lavorando, mette in cantiere la risposta: “Temistocle è… Temistocle è…” Come nei peggiori film sulla scuola.

Passo oltre diretta alla mia classe, conscia di una leggera inquietudine. Chi era Temistocle? Un generale greco, direi; guerre persiane o giù di lì. Sempre che non sia la guerra del Peloponneso. Ma no, Temistocle ha un sapore di trionfo, decisamente guerre persiane. Tranquillizzata sulle mie capacità di situare almeno approssimativamente l’oggetto del dimandare, mi abbandono all’altro interrogativo: cuius interest? a chi, oggi come oggi, soprattutto fuori ora e in angolo di corridoio, è di interesse possedere informazioni sull’identità di Temistocle? Però non me lo chiedo in latino, me lo chiedo in volgare. Anzi, poiché la fine del quadrimestre è per tutti e siamo tutti stanchi e pieni di dubbi su noi stessi, me lo chiedo parecchio in volgare.

Entro nella mia quarta che è reduce da una verifica di fisica: grande casino e riposizionamento dei banchi nelle primitive sedi tramite strascicamento. “Chi era Temistocle?” lancio à tout hasard mentre attraverso l’aula per appendere la giacca. “Mio nonno”. Mi giro: “Chi è stato? Chi ha detto mio nonno?” Naturalmente non è stato nessuno; subito dopo sento: “Era un condottiero greco”. L’ha detto Alberto, una stanga che mi mangia la pappa in testa in più di un senso e è approdato da noi dopo qualche erranza in altre scuole. Da noi sembra felice.

“Dov’è che l’hai fatto tu il biennio, Alberto?” Alberto fa uno sbruffo col naso come per dire complicato da ricostruire. Ma così complicato non è: prima ragioneria, poi l’istituto agrario. “E chi era Temistocle, in quale dei due istituti l’hai imparato?” “Me l’ha detto mio padre, prof. Mio nonno si chiamava davvero Temistocle”.

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