Jesse Thoor (1905-1952), SONETTO DEL CUPO CAPODANNO

feuerhahn

Der rote Hahn: il gallo rosso. Mettere il gallo rosso sul tetto di qualcuno vuol dire appiccargli fuoco alla casa.

Jesse Thoor (1905-1952) è stato un poeta tedesco di origine austriaca, membro del KPD (Partito Comunista Tedesco) fino alla presa del potere da parte del Nazionalsocialismo. Riparò prima in Austria e poi, dopo l’Anschluss, in Inghilterra. Negli anni dell’esilio prese le distanze dal comunismo e si isolò sempre più. La sua poesia assunse toni mistici pervasi da una religiosità propria. Morì improvvisamente nel 1952 durante una breve vacanza in Austria. (Fonte: Wikipedia)

 

SONETTO DEL CUPO CAPODANNO

 

Nei piatti manco un resto di panpepato vecchio,

svanito in gola il gusto di grappa o di cordiale.

Brina sul tetto e brina sul largo davanzale,

imprecano garzone e domestica col secchio.

 

Di malumore, irosi, trucioli e cartaccia

han gettato a far fiamma; aspettano che prenda,

che soffi rabbia il fuoco, malvage voci spanda

come chi i denti scopre e il pugno stringe e caccia.

 

Cattivo è stato l’anno. E il nuovo, sarà come?

Preciso uguale a quelli che son venuti e andati,

pieno di amaro e peso, di acciacchi e umiliazione.

E per finirlo, i preti col tiepido sermone:

“Figlioli, fate i bravi, ciò che Dio fa è ben fatto!

E niente gallo rosso al padrone sopra il tetto!”

(Traduzione mia, l’originale qui di seguito)

 

DAS SONETT VOM TRÜBSELIGEN NEUJAHR

 

Nun sind die Teller wieder leer vom trocknen Weihnachtskuchen.

Und ausgebrannt sind in der Kehle Pfefferminz und Slivowitz.

Der Reif liegt auf dem Dach und auf dem breiten Fenstersitz.

Und schlecht gelaunt sind Knecht und Magd und beide fluchen.

 

Und mürrisch tragen sie und aufgebracht die dürren Späne

zum Ofen hin und warten, bis die erste Flamme leise knistert.

Fast wie ein Mensch, der zornig ist und schlimme Worte flüstert,

und wild und drohend seine Fäuste zeigt und seine Zähne.

 

Denn wahrlich schlecht war dieses Jahr. Wie soll das neue werden?

Nun so, wie alle Jahre, die gekommen und vergangen sind –

voll Bitterkeit und voller Last und Kränkung und Beschwerden.

Und dann zum Schluss ein sanftes Wort der Hirten ihren Herden:

“Seid brav, ihr Kinder, denn was Gott tut, das ist wohlgetan!

Und setzt dem Gutsherrn nicht aufs Dach den roten Hahn!”

 

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