RAVASIANA – Il breviario del giorno dopo, 6

moretto
Cioccolatino Moretto

Domenica 11 settembre: #Dal Togo

Invece di un Bacio Perugina, oggi abbiamo un Moretto. Chissà se esistono ancora, i cilindretti  di cioccolato bombati e ripieni di crema al chiaro d’uovo, un po’ stomachevoli, che il fornaio Rovacchi vendeva sulla strada per la scuola. O se sono scomparsi insieme a quelle altre leccornie lunghe e piatte che si pescavano dalla scatola rotonda: gli straccadenti.

Ma non divaghiamo. Oggi il Cardinale ci serve una “suggestiva sequenza di appelli morali e spirituali” che dobbiamo, dice lui, all’etnia Ewe di matrice sudanese che vive nel sud del Togo. Non conosco l’etnia Ewe di matrice sudanese, ma dichiaro fin da ora che la considero del tutto innocente degli usi e degli abusi che alti prelati possono fare di suggestive sequenze a lei attribuite. Questa, nella fattispecie, culmina nel seguente appello morale e spirituale: “Respirate l’aria fresca della foresta. Ascoltate le onde che mormorano. Contemplate la luce del sole, della luna e delle stelle che ridono. È Dio che vi chiama”.

Se la sequenza rischia di apparirci, più che suggestiva, insulsa, ciò è dovuto, sembra suggerire il Cardinale, alle “nostre menti più sofisticate” (e già qui se io fossi uno dell’etnia Ewe di matrice sudanese m’incazzerei non poco). Comunque, insulsa o non insulsa essa gli offre il destro per rimproverarci di non essere capaci, con le nostre menti sofisticate, “di cogliere le voci segrete della natura”. E qui m’incazzo io.

Non sono mai stata in Africa. Non ho idea di che lingua parli la natura fra il tropico del Cancro e l’equatore. Ma qui da noi, questo è certo, di qualsiasi cosa parli non parla di Dio.

Vede, caro Cardinale, io sono una dei pochi, dei pochissimi, che a lungo e contro ogni evidenza hanno creduto che la natura parlasse; fin dalla prima giovinezza, con mente per nulla sofisticata, mi sono adoperata per cercare di capire e di tradurre questo estetico, enorme, sovrumano, e pure in qualche modo familiare linguaggio. I risultati che ho ottenuto sono troppo poco sofisticati per essere interessanti; ma di una cosa, ripeto, sono certa: di qualsiasi cosa parli la natura, di sicuro non parla di Dio. Non di quel Dio.

D’altra parte, il grande Pan è morto, no? Non penserà mica di risuscitarlo giusto quel tantino che fa comodo a Lei?

Se invece si accontenta delle onde che mormorano e delle stelle che ridono, allora prego, si accomodi. Però mi raccomando, non esageri; ricordi che i Moretti, per quanto poco sofisticati, sono piuttosto stomachevoli.

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