RAVASIANA – Il breviario del giorno dopo, 5

cardinal ravasi

Domenica 4 settembre: # Cretini

“Cretini” si intitola la riflessione di oggi. Ma guarda, mi sono detta: un metabreviario. Il Cardinale lo conclude coerentemente con l’osservazione che “un cialtrone rimane tale anche se si affaccia a uno schermo televisivo”. O alla prima pagina di un magazine culturale.

Ma veniamo al punto. Il punto è “l’ipocrisia di alcune locuzioni del politically correct”. E fin qui ci siamo, il politically correct è ipocrita per definizione. Però il Cardinale mica se la prende con una locuzione come “diversamente abili”, il cui uso è raccomandato nel caso di persone totalmente dipendenti dagli altri per l’esplicazione di qualsiasi quotidiana funzione, e che quindi, in un senso corrente, purtroppo non sono per nulla abili. Non se la prende con “diversamente abili” perché a un livello superiore – a un metalivello! – prendersela con la locuzione “diversamente abili” suonerebbe a sua volta politicamente scorretto, metterebbe il Cardinale in cattiva luce e oltretutto non gli servirebbe a nulla, perché i diversamente abili di sicuro andranno in paradiso, mentre il Cardinale, non ho capito perché, ce l’ha con quelli che hanno liberamente scelto di andare all’inferno; e quindi ecco che la locuzione politically correct che gli sta su, guarda te, è “escort”.

Bisogna avere il coraggio di dire, dice il Cardinale, che una escort è semplicemente una prostituta; bisogna avere il coraggio di scartare il politically correct e scoprire – brrrr… – IL VIZIO!

Ma bisogna vedere, caro Cardinale, bisogna vedere! Perché le parole hanno il loro peso, non sono mica così interscambiabili, e i sinonimi, a ben guardare, non esistono. Prendiamo per esempio le meretrici (meretrices nella Vulgata, hai pórnai nel greco): a loro è garantito un certo diritto di precedenza nel regno di Dio. Le traduzioni più recenti recano “prostitute”. Ora, si domanda, il diritto in questione, passato dalle meretrici alle prostitute, è o non è estendibile alle escort? In altre parole, in che misura una pórnē è assimilabile a una escort? Il fatto che le meretrici siano citate in stretta contiguità con i pubblicani – cioè con gente che si faceva un sacco di soldi – sembrerebbe andare più nel senso delle escort che delle prostitute di strada; e questo naturalmente apre un nuovo interrogativo, e cioè se una fellatio eseguita in ambiente curato e gradevole sia moralmente (e economicamente) equiparabile alla stessa prestazione erogata su una piazzola di autostrada. Per non parlare poi del fatto che la prossimità evangelica di meretrici e pubblicani rilancia l’annoso problema dei rapporti, tutti da costruire, fra escort e Agenzia delle Entrate.

Vede, Eminenza, quanti problemi con le parole? Ma la questione principale, la vera quaestio princeps è un’altra: le escort – entreranno nel regno di Dio prima o dopo il cardinal Ravasi?

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